December 11, 2009

Tom Waits

Glitter and Doom Live

Una registrazione dal vivo, la terza ufficiale per Tom Waits, quella immortalata nel nuovo Glitter and Doom Live.
Si tratta di una specie di compilation, realizzata assemblando brani registrati in diverse città, in una sorta di tributo e ringraziamento alle località che hanno ospitato il tour del 2008 (un paio anche nella nostra Milano) e che dovrebbe (ma non ci riesce) sminuire il valore di un eccellente bootleg con la registrazione completa dello spettacolo del 7 Luglio ad Atlanta che ogni buon fan è riuscito a procurarsi qualche tempo fa.
Il gioco di Glitter and Doom Live, bizzarro ed anche un po’ azzardato, è quello di confezionare un doppio CD separando le canzoni dagli interventi parlati.
Chi ha visto Tom Waits in concerto conosce bene la sua loquacità. Chi lo va a sentire senza conoscere l’inglese, si perde sicuramente metà dello spettacolo. I suoi interventi discorsivi nascono per presentare le canzoni ma diventano spesso qualcos’altro: veri e propri momenti di teatro, qualche volta frutto dell’improvvisazione, altre volte sketch ben congeniati ed interpretati ad arte nei quali Tom racconta, diverte e si diverte, sottolineando le parole con note spruzzate sul pianoforte.
L’idea di separarli dalle canzoni e riunirli in un’unica lunga traccia (Tom Tales, circa 35 minuti) in un CD a sé stante (o in download gratuito per chi acquista il doppio LP in vinile) sembra dunque studiata ad arte per quelli di cui sopra che, non conoscendo a menadito la lingua, possono saltarli a piè pari concedendosi solo la parte con le canzoni, che gode del linguaggio internazione delle sette note.
Il disco con le canzoni contiene diciassette tracce, registrate in dieci città diverse, che cercano di coprire il più possibile la carriera di Waits senza andare mai troppo nel passato e portando Rain Dogs come evento più remoto (con una Singapore completamente riscritta).
Il resto dei brani vede un’imponente presenza delle canzoni della discografia più recente (da Real Gone, Bone Machine e il triplo Orphans) con un pezzo (Live Circus) che appare in questo disco per la prima volta sia pure sottolineato da un sapore d’altri tempi.
Glitter and Doom Live è un album sicuramente blues-oriented, sia pure con quel filtro inconfondibile che ha reso il sound di Tom Waits così prepotentemente peculiare e che dà spazio alla voce e alla poesia prima ancora che agli arrangiamenti, nella maggior parte dei casi scarni e di grana grossa. Ecco la ragione per la quale le atmosfere da ninna nanna di The Part You Throw Away (già su Blood Money) spiccano in modo particolare regalando un momento di ruvida magia.
Si tratta, comunque, di un lavoro per iniziati che, nonostante la caratteristica antologica, è assolutamente inadatto a chi non conoscendo l’autore intenda avvicinarsi alla sua musica.

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