My Robot Friend

L’idea di musica pop di My Robot Friend, al secolo Howard Rigberg, è piuttosto evidente: massimo risultato col minimo sforzo. Ma, attenzione: non è un difetto; se c’è talento, i mezzi son secondari.
Ad Howard piace la musica che i Kraftwerk hanno chiamato TecnhoPop e va pazzo per il SynthPop degli anni 80, da Soft Cell a Pet Shop Boys, ma non perde mai di vista una certa libertà espressiva estranea alle leggi di mercato.
Non è un caso, infatti, che parlando dei suoi dischi si tirino in ballo spesso nomi altisonanti (Can, Cluster, Yellow Magic Orchestra …) sebbene Rigberg faccia di tutto per abbassare il tiro. Il titolo del nuovo disco parla chiaro: Soft-Core. Come a definire, anche in musica, qualcosa di molto meno estremo e volutamente low-profile, in grado di accontentare platee vaste ed eterogenee.
Ecco il gioco: se è facile vantarsi per il proprio estremismo (Hard-Core, appunto) non lo è altrettanto mostrare orgoglio per la propria mediocrità.
Non parlo di modestia, qui il livello è diverso: Rigberg produce musica semplicissima, che potrebbe essere benissimo uscita da qualche applicazione tipo Fruity Loops o Garage Band, e ci rende partecipi della possibilità di creare canzoncine gradevolmente pop, senza necessariamente ricorrere a produttori di grido o a strumentazioni dilapidanti.
Sicché ecco che il suo Soft-Core appoggia il richiamo sulle ospitate vocali e se Antony Hegarty, l’ultima volta, aveva sdoganato il cantor gentile anche tra il pubblico delle discoteche (prima ancora di Hercules), stavolta a cantare sono venuti Dean Wareham (Galaxie 500, Luna…), Florian Senfter (AKA Spank! AKA Zombie Nation), Jay Kauffman, Outputmessage ma, soprattutto, c’è il gradito ritorno di Alison Moyet che in quest’ambito si ritrova dopo molti anni ad abbinare la sua calda vocalità alla musica elettronica, come a rinverdire i fasti dei suoi esordi con Yazoo. E… ragazzi: è un’emozione davvero!
Un disco senza pretenziosità che si ritrova pieno zeppo di groove irresistibili, pronto per scintillare nei party più esclusivi delle prossime festività.
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