Elio e le Storie Tese

A guardarlo oggi dopo vent’anni, tocca riconoscere che il 1989 fu musicalmente un anno straordinario. Nell’estrema coda degli orridi anni ottanta uscirono dischi che facevano ben sperare nel decennio entrante. The Stone Roses, Puta’s Fever dei Mano Negra, Doolittle dei Pixies, Mother’s Milk dei Red Hot Chili Peppers, Oranges & Lemons di XTC e, per noi in Italia, il primo indimenticabile album di Elio e Le Storie Tese.
E gli Elii, che contrariamente ad alcune band sopra menzionate sono ancora vivi, vegeti e attivi, hanno deciso di festeggiare questo anniversario realizzando una sontuosa versione orchestrale del loro esordio discografico, Elio Samaga Hukupan Kariyana Turu (in lingua Tamil: Sborriamo e Scoreggiamo con Elio in Allegria).
L’evento si è consumato Il 26 ottobre scorso a Milano presso il Teatro degli Arcimboldi con la collaborazione della Filarmonica Arturo Toscanini e la diretta TV su SKY Primafila.
La speranza è che prima o poi venga editato in versione home-video, dal momento che a causa dei costi troppo elevati, il concerto con la Filarmonica non andrà in tour rendendo la serata agli Arcimboldi un autentico evento.
Gattini, il disco nato in concomitanza con i festeggiamenti (ma registrato in studio) non si limita a celebrare il primo album ma raccoglie, in versione orchestrale, sedici autentici classici del repertorio delle Storie Tese in ordine pedissequamente cronologico.
Dopo una breve intro con lo stesso titolo, Gattini rimette in scena le prime tre indimenticabili tracce di Hukupan: John Holmes (Una Vita per il Cinema), Cassonetto Differenziato Per il Frutto del Peccato e Nella Vecchia Azienda Agricola.
Subito dopo arrivano ben cinque pezzi del mastodontico Italyan Rum Casusu Çikti ( tradotto dal turco: Si è Scoperto che L’italiano era una Spia Greca): Essere Donna Oggi, la saga di Pork & Cindy, la fiaba de Il Vitello dai Piedi di Balsa (Parte 1 e 2) e il racconto in finto-bue degli Uomini col Borsello.
A metà album troviamo lo stesso spartitraffico che ci fu nella loro carriera: il brano presentato al Sanremo del 1996 (La Terra dei Cachi) che ci conduce alle canzoni della seconda metà di carriera fino ad un succoso inedito intitolato Storia di un Bellimbusto (causticamente dedicato alla generazione tutta Porche-Cayenne, Coca e Figa).
Gli arrangiamenti orchestrali si adattano molto bene alle canzoni originali, al punto che non vi dovete aspettare grandi rinnovamenti. I brani sono stati riprodotti nella fedeltà delle partiture storiche, arricchite dall’impianto orchestrale come fossimo nei gloriosi anni 60 quando un’orchestra in sala di registrazione era piuttosto all’ordine del giorno.
Gattini, dunque, in questo senso si pone come un normalissimo greatest hits risuonato ma talmente riverente da riconvocare anche le storiche guest stars e rimetterle davanti al microfono per replicare le parti che gli erano state assegnate nelle registrazioni originarie.
Quindi riecco Riccardo Fogli e Skardy (Uomini col Borsello), Max Pezzali (Shpalmen) e Nicola Savino che fa il verso a Renato Zero in La Follia della Donna.
Enrico Ruggeri, invece, oltre che a rimettere la sua voce su Il Vitello dai Piedi di Balsa, si allarga e partecipa anche al Cassonetto e a Essere Donna Oggi per la quale riappaiono, anche se solo virtualmente (cioè riutilizzando i campioni delle registrazioni effettuate all’epoca) Le Mystere Des Voix Bulgares nella loro straordinaria figura armonica di supporto.
A causa di qualche leggerezza da esordienti, le edizioni del primo storico disco degli Elii, non appartengono alla band. Anche in altre occasioni in cui il gruppo mise insieme delle compilation, fu costretto a reincidere i pezzi di Hukupan e questa di Gattini è l’occasione in cui la riproduzione, nonostante la sontuosità della Filarmonica, appare la più fedele all’originale.
Ciò non toglie che il loro primo album, a vent’anni di distanza, non solo sia ancora in catalogo (e, cosa davvero rara, non ne è mai uscito) ma sia anche tremendamente attuale.
Se siete neofiti, fate prima un giro da quelle parti. Ne varrà la pena. Già che ci siete provate ad assaggiare anche i tre album seguenti (Italyan…, Esco dal mio Corpo ed ho Molta Paura e Eat The Phikis), ci troverete pezzi immortali ed irrinunciabili e potrete scansare paccottiglia come La Follia della Donna, Largo al Factotum e Il Rock’n’Roll (incluse inspiegabilmente in Gattini).
Vengano qui solo i vecchi fans alla ricerca di qualche dettaglio aggiornato (sottigliezze ma che faranno divertire i filologi) e di un brano inedito (Storia di un Bellimbusto) davvero all’altezza della miglior produzione.
L’edizione di iTunes, prevede due brani extra non inclusi nel CD in vendita nei negozi: Nubi di ieri sul nostro domani odierno (Abitudinario) e Der Wahn der Frauen (erster Teil), che non è altro che la versione cantata in tedesco da Guido Block dei Four Tiles (side-project di Cesareo) de La Follia Della Donna.
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