Bad Lieutenant

Il mio nickname ha origine dai Joy Division (come sia arrivato a Joyello è una storia lunga che ho già raccontato qui) e penso che True Faith sia, con Forbidden Colours di Sylvian e Sakamoto, il miglior pezzo pop degli anni 80.
Sì, sono un fan dei Joy Division e lo sono ancor più dei New Order.
La mia gioventù non sarebbe stata la stessa senza Leave Me Alone o Bizarre Love Triangle. Li ho seguiti sempre, anche nella reunion del 2000 e anche dopo che Gillian se n’era andata.
Non solo: tutti i vari side project (Monaco, Electronic, The Other Two…) hanno contribuito a riempire gli scaffali di casa mia. […]
Ora arriva il loro nuovo album e per l’occasione, visto che Peter Hook ha deciso di non essere più della partita, cambia anche la ragione sociale: New Order ora si chiamano Bad Lieutenant e a rimpiazzare Hook è arrivato Alex James dei Blur a cui tocca una responsabilità mica da ridere: sostituire un sound tra i più influenti della musica britannica del dopo-punk.
Hooky è un marchio di fabbrica che, per ovvie ragioni, nessuno che prenda il suo posto si sognerebbe mai di imitare. Le sue linee melodiche sono parte integrante della nostra memoria storica, ci cullano nei ricordi più malinconici del tempo andato, risuonando nella mente come qualcosa che ci appartiene completamente. But love, love will tear us apart. Again.
Proprio per questa ragione, Never Cry Another Tear, più che ai New Order rimanda agli Electronic, la band che Bernard Sumner creò a metà anni 80 con Johnny Marr come side-project stereofonico di due tra le più importanti band mancuniane di allora (New Order e The Smiths) e che, a dispetto del nome, privilegiava l’uso delle chitarre su quello delle tastiere.
Ecco, questa è una cosa interessante: in un momento in cui le nuove (rispettosissime) leve del pop-rock inglese (Franz Ferdinand, Bloc Party, Editors…) mostrano interesse per le tastiere tanto da favorirne l’utilizzo sulle chitarre, Bernard Sumner fa l’esatto contrario.
Lui che ha praticamente inventato la dance elettronica degli anni 80, lui che ha reso i sequencers fondamentali nella musica pop, lui che è l’autore della gloriosa Blue Monday, il proprietario dell’Hacienda e divulgatore dell’acid house britannica, ora torna a casa con sottobraccio la sua Gibson SG.
Quindi. Chi ha dimestichezza con le sonorità di Sumner, sicuramente ha già capito cosa aspettarsi dall’album dei Bad Lieutenant. E’ musica pop, scorrevole e britannica, che non si vergogna di essere disinvoltamente indirizzata a un pubblico adulto ma che potrebbe trovare facilmente anche la strada per qualche nuovo fan.
Nessuna delle tracce del disco brilla particolarmente e forse non è qui che dovremo cercare i capolavori. Lo stesso Never Cry Another Tear è un gran disco, che convince molto più di quanto il singolo Sink Or Swim lasciasse immaginare.
La vera novità sembra essere la voce di Bernard che in certi pezzi sorprende per davvero. Non solo è intonato ma la brillantezza della timbrica e la padronanza stilistica risultano davvero rincuoranti.
Non so dire se si sia stufato di fare l’offsider a tutti i costi ed abbia deciso di dimostrare che l’esperienza e la carriera portano inevitabilmente buoni frutti, di fatto gli deve essere dato merito di aver provato a rendere la band il meno possibile riconducibile all’icona del passato.
E il passaggio sulla voce era fondamentale. Tanto che in qualche occasione a dargli manforte arriva la new entry Jack Evans. Se già nel ruolo di seconda voce ci sembra eccellente (This Is Home) appare come davvero inevitabile quando Bernie gli cede completamente il microfono in brani come Shine Like The Sun, (che il classico arpeggio sugli ottavi rischierebbe di connotarlo in maniera troppo smaccata), e la ballata acustica Head Into Tomorrow.
Il resto del gruppo, poi, fa un lavoro di elegante maestria ed anche i pezzi che sembrano riciclati da quello che sarebbe dovuto diventare il nuovo album dei New Order, sono stati rimessi in discussione e rielaborati per diventare qualcos’altro.
Ho preso Never Cry Another Tear quasi solo per affetto e alla fine mi ha sorpreso ed appassionato più di quanto i dischi dei New Order non riuscissero a fare da tempo.
Bad Lieutenant
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