October 16, 2009

Joan as Police Woman



Se non avete idea di chi sia Joan as Police Woman, conosco un modo per farvi capire qual è il suo approccio alla musica.
Provate a far suonare Cover e sarà tutto immediatamente chiaro.
Come dice il titolo, si tratta di un album di rifacimenti che pesca da un repertorio tanto ampio quanto bizzarro.
Ognuno di noi conosce (e magari adora) almeno una delle canzoni prese in esame da Joan, sia che siamo fan di Britney Spears (Overprotected), dei Public Enemy (She Watch Channel Zero), dei Sonic Youth (Sacred Trickster) o di David Bowie (Sweet Things) e chiunque non potrà che sorprendersi per la facilità con la quale l’interprete s’è appropriata delle canzoni.
Certo, se conoscevate già Joan, conoscevate anche le sue capacità ma, lo stesso, in questa occasione potrebbe finire col sorprendervi.
Già dalla traccia di apertura, dove un must come Fire di Jimi Hendrix viene riproposto come una lenta imprecazione bluesy, è evidente il metro utilizzato dall’interprete.
Subito dopo, come nulla fosse, la scaletta prevede il teen-anthem di Britney Spears, sapientemente offerto in maniera quasi pedissequa appena spolverato dai lustrini di troppo.
Non c’è trucco, non c’è inganno: Joan Wasser non vuole (né deve) dimostrare alcunché e queste sono solo 10 canzonette che le piacciono. E ce le canta.
C’è tutto: pezzi rubati alla vecchia psichedelica, all’indie-garage, all’hip-hop, al glam rock e perfino alla new wave. Joan disinvoltamente affianca un classico di Nina Simone (Keeper of the Flame) a un minor hit di Adam & The Ants (Lady) per poi, di punto in bianco, rispolverare due classici dell’R&B più attuale come Ringleader Man di T-Pain e Whatever you Like di T.I. sistemandoli in maniera egregia tra le riletture di Bowie e dei Sonic Youth.
Insomma, un disco di cover (sapete che io non li amo troppo) che sorprende davvero.
Tra le soprese che riserva c’è anche quella di non essere in commercio nei canali tradizionali: Cover è disponibile solo ai concerti di Jaon as Police Woman.

Se poi proprio non ce la fate, non disperate. Cover potete scaricarlo QUI.

A margine, una nota sulla copertina che è davvero tremenda ma ha una scusante: è anch’essa un rifacimento.
Riprende la copertina del vecchio album di O’Donel Levy che vedete qui sotto.



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