October 16, 2009

Osso

Run Rabbit Run

Run Rabbit Run
non è il nuovo disco di Sufjan Stevens, sebbene in giro si trovino notizie che lo annunciano come tale.
E non c’entra granché nemmeno con il romanzo di John Updike.
In realtà ha a che fare con entrambi: il titolo è ispirato dai romanzi di Updike e la musica riprende per intero la scaletta di un album di Stevens del 2001 (Enjoy Your Rabbit, ispirato dall’oroscopo cinese) arrangiata per quartetto d’archi.
Osso è una giovane formazione di New York, che Sufjan Stevens aveva ospitato già nelle session per Illinoise, alla quale è stata commissionata la riproduzione per archi di Enjoy Your Rabbit in occasione del Music Now Festival di Bryce Dessner.
La soddisfazione per il risultato ottenuto, oltre che per il prestigio di poter vantare arrangiamenti scritti da alcuni tra i nomi più in vista del momento (dall’immancabile Nico Mulhy (Antony & The Johnsons, Grizzly Bear…) fino a Michael Atkinson, ha convinto Osso, Stevens e Dressner a farne un disco.
E’ necessario mettere in guardia i fans di Sufjan, dunque, riguardo un’operazione che nasce con intenti diversi da quelli discografici e che, in questo formato, presenta limiti non indifferenti.
Se Enjoy Your Rabbit è nei vostri cuori, sicuramente vi divertirà riascoltarlo in questa versione cameristica. In caso contrario, attorno al quarto minuto potrebbe assalirvi la noia che si trasformerà in tedio dopo altri quattro.
Di bello c’è l’artwork che, ispirandosi alla grafica dell’album del 2001, si sviluppa su alcuni interessanti dipinti di Jessica Dessner (sorella di Bryce, facciamo-tutto-in-famiglia style).
Ma ovviamente non basta.

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